sabato 14 gennaio 2012

vergognatevi!!!!!

16/01/12 "Abbiamo evacuato 4000 persone in due ore" dice una della Concordia Pubblicato da Redazione Frews 16/01/12

Purtroppo non ho il name tag, da fotografare, perchè l’ho perso in mare, assieme alla macchina fotografica!!

Sono Katia Keyvanian, GSM –

Imbarcata il giorno 13/1 per sostituire la collega del Concordia.

Scrivo solo due righe, perchè ho un treno da prendere per tornare a casa!!

Vorrei tanto essere invitata dai vari Giletti, Mentana, Vinci, e da tutti gli altri giornalisti, che senza cognizione di causa , senza aver verificato le loro fonti, e le notizie, scrivono e dicono un sacco di IDIOZIE!!!

Vorrei poter rispondere, alla marea di idiozie e falsità che sono state dette! Per il momento ne dico solo una, poi, quando potrò scriverò di piu’.

Abbiamo evacuato, al buio, con la nave piegata su un fianco 4000 persone in meno di due ore!!! Gli incompetenti non sono in grado di fare questo.

Non è vero che il Comandante è sceso per primo, io ero sull’ultima lancia, e lui rimasto attaccato alla ringhiera al ponte 3, mentre la nave affondava.

VERGOGNATEVI VOI GIORNALISTI INCOMPETENTI che avete scritto che lui è sceso per primo!!!
Io ero sulla lancia, che mentre si allontanava, stava per essere schiacciata dai paranchi della nave che affondava e stava per sfondare il tetto della nostra lancia.
----------------
Abbiamo tirato su in lancia un sacco di ospiti che erano finiti in mare, e mentre spogliavamo una ragazza bagnata per coprirla con la coperta termica, un ospite ci faceva un filmino con il telefonino!!!
--------------------
VERGOGNATEVI!!! abbiamo lanciato un salvagente in mare, e mentre tiravamo su un altro signore, io con la corda legata al polso per fare forza, e tirare su, un signore che fa la foto!!

VERGOGNATEVI!!!

abbiamo dovuto gestire un branco di pecoroni allo sbaraglio, e poi vengono a dire che noi siamo stati incompetenti??!

VERGOGNATEVI!!

mentre ero inclinata a fare uscire le persone che spingevano, e urlavano, poco alla volta nelle lancie, un uomo grande e grosso ovviamente.... pax....., con la sigaretta in bocca. Quando gli ho chiesto “ma che caz.. sta facendo, fuma in questo stato, inclinati, al buio, con il carburante che potrebbe uscire?????” la risposta è stata “mi serve per lo stress”!!!!!!!!!!!!!

Ho una sola parola da aggiungere, prima di perdere il treno………

Noi ci siamo adoperati per gli ospiti, per salvarli, portarli in sicurezza, se sono salvi, è merito solo nostro, di tutto l’equipaggio, che ha fatto di tutto.

Non vogliamo essere ringraziati, NO, abbiamo fatto solo il nostro dovere, ma non vogliamo nemmeno sentire tutte le fesserie, bugie, menzogne, tanto per fare lo scoop, o fare una trasmissione che sono state dette.

4000 PERSONE IN DUE ORE, AL BUIO… E INCLINATI,
LI ABBIAMO PORTATI NOI, STAFF DEL CONCORDIA,
A TERRA, NON SONO SCESI LORO IN SPIAGGIA CON
IL SECCHIELLO E LA PALETTA, E LE FORMINE !!!
li abbiamo portati noi!!!!

Colgo l’occasione per ringraziare tutti gli abitanti dell’isola del giglio, anche il sindaco, che è salito a bordo, a verificare la situazione, (non sapendo chi fosse lo avevo ripreso perchè non aveva il giubbotto!)

Ringrazio con tutto il cuore tutti, tutti gli abitanti dell’isola che si sono adoperati per tutti noi, con massima diponibilità, dandoci le loro coperte colorate, fatte all’uncinetto. cercando dei carica batterie per il cellulare, e tanto altro.

Grazie a tutti loro.

Ora scappo che devo prendere un treno, e andare a casa.
A presto.

Ah, dimenticavo….

Agli altri dico VERGOGNATEVI

Da il Post Di Katya Keyvanian





giovedì 12 gennaio 2012


Achille Conforti
Chi è l'elettore medio di Berlusconi?

Un'analisi.

Gli ultimi sondaggi politici Ipsos (a Ballarò), il PDL è a quota 23%, molto più indietro del diretto avversario, il PD (29.5%). Riflettendo fra me e me mi chiedevo chi potessero ancora essere tutti questi elettori di Berlusconi (dopo le varie vicende) e, dopo aver letto dichiarazioni varie di esponenti del partito e di elettori comuni (Facebook è di grande aiuto devo ammetterlo), credo di poter rispondere alla domanda del post. Chi vota Berlusconi (ed il PDL)?

Direi che i primissimi elettori siano le varie caste italiane: farmacisti, avvocati, notai su tutti, seguiti dagli altri (tassisti, commercialisti etc).
A sostegno di questa tesi vi sono (oltre ai messaggi scritti su FB e forum vari) ad esempio le dichiarazioni dell'ex ministro Gelmini a Ballarò, le proteste dei deputati e senatori del PDL la scorsa estate e in parte Cicchitto ieri.
Vengono poi i signorotti di Cortina, gli evasori e qui abbiamo una serie di dichiarazioni infinite fra i vari esponenti.
Seguono poi tutti quelli che vedono Berlusconi come un esempio da seguire, un modello di uomo circondato da ragazze bellissime.
Che ci sia da seguire in un nonno che paga per averle tutte intorno lo sanno solo loro (a questi consiglio la lettura di questo vecchio articolo).

Vi sono poi gli anziani che, non avendo internet, si affidano al telegiornale (di Mediaset o del TG1 dell'ex Minzolini) con tutto ciò che ne consegue.

Come non citare poi i cittadini che, sbattendosene altamente della politica non per una forma di protesta, ma perchè sono proprio ignoranti, simil prototipo di ragazzo (scemo) da provino per il Grande Fratello, che non sapendo che pesci prendere vota quello che vede di più in tv (alcuni di questi appartengono anche alla categoria "lo voto perchè ha tante donne").

Infine aggiungo quelli che davvero ci hanno creduto (e ci credono ancora) al Berlusconismo, forse perchè delusi dal resto o "indottrinati" da ritenerlo quasi una religione. A questi consiglio di leggere i vari articoli che ho scritto su questo blog recuperando quella dote chiamata "onestà intellettuale" davanti alla realtà dei fatti.
.

lunedì 2 gennaio 2012

COSÌ IL PAESE ESPLODE

Giacomo Delle Donne : Centinaia di imprese in crisi, a rischio 300 mila posti di lavoro...L’anno nuovo si apre con un’emergenza sociale senza precedenti
E, mentre i prezzi volano, ai sindacati si chiede “moder azione” ....Dopo gas e luce
... arriva l’aumento della benzina
Landini (Fiom):
“Altri sacrifici? Per gli operai è peggio degli anni 50”.(da il fatto quotidiano)







....L’esodo dei greci in Australia

Per i giovani dei paesi europei più colpiti dalla crisi economica, l'altro emisfero è una terra promessa piena delle opportunità che mancano in patria. E Melbourne si trova a rivivere il boom migratorio del dopoguerra.
Nel cuore di Melbourne, al portone di un grande edificio ubicato in Lonsdale Street, da parecchi mesi bussa un flusso ininterrotto di giovani, uomini e donne, appena sbarcati da aerei decollati dalla Grecia. L’isolato, risalente agli anni quaranta, ospita il quartier generale della più grande comunità greca in Australia.

Uomini e donne viaggiano e si spostano da una parte all’altra del pianeta alla ricerca di una vita migliore, come avvenne nella corsa all’oro a cavallo del XX secolo. A differenza dei greci di un tempo, tuttavia, i migranti odierni hanno un livello di istruzione considerevole e diplomi di laurea nelle discipline più impegnative.
“Sono tutti laureati, in ingegneria, in architettura o in meccanica. Ci sono insegnanti, bancari e persone disposte a fare qualsiasi lavoro”, dice Bill Papastergiades, presidente e rappresentante legale della comunità. “La disperazione tra di loro è tangibile. Siamo tutti sgomenti. Spesso arrivano con un solo bagaglio a mano. Le loro vicende personali sono sconvolgenti e a ogni nuovo aereo che atterra ne veniamo a conoscere di nuove”.
L’esodo è solo uno dei tanti drammi umani in corso in Grecia. Da giugno i responsabili della comunità di Melbourne affermano di essere stati sommersi da migliaia di lettere, email e telefonate da greci desiderosi di partire quanto prima alla volta di un paese che – al riparo dalle turbolenze dei mercati globali – è considerato ormai una terra promessa.
Soltanto quest’anno 2.500 i greci si sono trasferiti in Australia, e le autorità di Atene fanno sapere che altri quarantamila avrebbero “manifestato interesse” a fare lo stesso. Nella capitale greca nell’ottobre scorso si è tenuta una “fiera dei talenti” organizzata dal governo australiano per 800 posti di lavoro: vi hanno preso parte tredicimila candidati.
Con la prospettiva di un quinto anno di recessione, la disoccupazione che ha toccato la cifra record del 18 per cento e circa il 42,5 per cento dei giovani greci senza lavoro, si prevede che la fuga di cervelli continuerà ad aumentare. L’economia australiana, per contro, nel 2012 dovrebbe crescere del 4 per cento. “C’è chi dice che non vuole che i suoi figli crescano in un posto simile”, dice Papastergiades. “L’altro giorno ho ricevuto una telefonata da un idraulico greco disoccupato da otto mesi: ha tre figli da mantenere ma è così disperato che ha pensato di suicidarsi”.
Tessie Spilioti è tra quelli che si sono già trasferiti in Australia: “Non c’è nessun posto al mondo come la Grecia: mi manca ogni giorno, come mi mancano i miei amici”, dice Spilioti, cresciuta in Australia prima di stabilirsi ad Atene 27 anni fa. “Ma l’Australia è un paese dove si vive bene. È la terra dell’abbondanza e c’è la sensazione che l’occasione giusta sia dietro l’angolo. Questo manca del tutto in Grecia: lì la gente è impaurita, l’atmosfera è cupa, l’umore è nero e la sensazione è quella di essere sotto assedio. Non avevo mai pensato di andarmene, ma lo stress della sopravvivenza aumentava ogni giorno".

Secondo le previsioni con la crisi economica in Grecia andranno perdute due generazioni. La nuova diaspora coinvolgerà i greci più giovani e meglio istruiti, quelli che parlano più lingue ma non sono più in grado di sopravvivere in un paese la cui economia è in caduta libera, in parte per le rigide misure di austerity che il governo greco è stato costretto a varare in cambio degli aiuti.



Dimenticati da Atene

Un recente studio dell’università di Salonicco ha dimostrato che la grande maggioranza dei greci che vogliono emigrare appartiene alle generazioni più giovani, e si dirige in paesi come Russia, Cina e Iran. Gran parte degli intervistati non aveva neanche provato a cercare lavoro nel proprio paese, perché non vede prospettive in un’economia che dovrebbe stringere la cinghia per i prossimi dieci anni almeno.

In Australia l’afflusso di migranti ha sconcertato altri greci costretti in un recente passato – negli anni cinquanta e sessanta – a intraprendere la stessa strada a causa della povertà e della guerra. Per anni la diaspora è stata ignorata dai governi succedutisi ad Atene, che si sono rifiutati perfino di concedere il diritto di voto ai greci all’estero – anche a quelli che vivono a Melbourne, che può vantare una florida comunità greca di oltre trecentomila persone.



Veder arrivare in massa dalla madre patria una simile ondata di giovani di talento – per altro disposti ad accettare anche umili mestieri manuali – è stato un brusco impatto con la realtà. “La nostra comunità è sconvolta da questa marea di sogni infranti”, dice Litsa Georgiou, 48 anni, trasferitasi a Sydney l’anno scorso con una bimba piccola e il marito. “Molti speravano di rientrare in Grecia, ma da quello che si sente raccontare da chi ha intrapreso un viaggio di 22 ore di aereo per arrivare fino a qui, è terribile anche solo immaginare che alla Grecia occorreranno oltre dieci anni per iniziare a risollevarsi”.

Traduzione di Anna Bissanti

Fonte: Helena Smith - The Guardian (da Presseurop) |

Tangenti, truffe, abusi edilizi: l’incredibile storia del prete-manager Luigi Verzé
Era il 1978 quando Emma Bonino e Marco Pannella denunciavano in Parlamento la "gestione mafiosa del San Raffaele" e puntavano il dito contro il sacerdote "sospeso a divinis". La carriera del fondatore dell'ospedale lombardo, deceduto il 31 dicembre, è costellata di condanne e oscuri rapporti. Fino all'epilogo del crac e dell'inchiesta sui fondi neri. I legami con Berlusconi e con il Sismi di Pollari
Don Luigi Verzè, fondatore del San Raffaele
Il denaro pubblico dato all’ospedale San Raffaele finisce “nelle mani di loschi gruppi di potere clericali che lo utilizzano per attività speculative e clientelari, sulla pelle degli ammalati”. Una denuncia durissima contro la “gestione mafiosa” dell’istituto, ma non è di oggi. Trentaquattro anni prima che l’ospedale milanese finisse travolto da un crac miliardario e dallo scandalo dei fondi neri messi da parte per beneficiari ancora da individuare, una pattuglia di deputati radicali metteva nero su bianco nei documenti della Camera un severo atto d’accusa contro l’allora poco conosciuto don Luigi Verzé e la sua impresa.

“Il Presidente del consiglio di amministrazione dell’ospedale San Raffaele, ‘don’ Luigi Maria Verzé è stato sospeso a divinis dalla Curia milanese nel 1973”, si legge nell’interrogazione presentata tra gli altri da Emma Bonino e Marco Pannella il 4 aprile 1978. Don Verzé “è stato condannato dal tribunale di Milano a un anno e quattro mesi di reclusione per tentata corruzione in relazione alla convenzione con la facoltà di medicina dell’università Statale e la concessione di un contributo di due miliardi da parte della Regione. E’ stato incriminato di truffa aggravata nei confronti della signora Anna Bottero alla quale ha sottratto un appartamento del valore di 30 milioni”.

L’eccellenza in campo scientifico e sanitario che il San Raffaele ha conquistato nei decenni successivi è universalmente riconosciuta. Ma, al tempo stesso, la sua è una tipica storia italiana di scandali avvenuti sotto gli occhi di tutti, e che tutti (o quasi) hanno fatto finta di non vedere. Fino all’epilogo: il buco di bilancio da un miliardo e mezzo di euro, il concordato preventivo, l’inchiesta penale aperta dalla Procura di Milano che ha già accertato un giro milionario di denaro in nero tra i fornitori e i vertici dell’istituto, il tragico suicidio del direttore finanziario Mario Cal quando tutto questo cominciava a disvelarsi, la morte per infarto (al quale non tutti credono) del novantunenne fondatore don Verzé nell’ultimo giorno del 2011.

“L’ospedale San Raffaele ha iniziato la sua attività nel settembre del 1971, nonostante l’ufficiale sanitario ne abbia negato l’agibilità”, denunciavano i deputati radicali, e il riconoscimento ministeriale è arrivato nel 1972 “nonostante la ferma opposizione della Regione Lombardia”, il cui assessore alla Sanità aveva parlato di un “atto di pirateria politica”. Un riconoscimento arrivato nonostante una sfilza di irregolarità, secondo Bonino e Pannella, in merito alle attrezzature mediche alla gestione del personale. Fatti che inducevano i radicali a chiedere ai ministri competenti di “ricercare le connivenze e le responsabilità eventuali dell’amministrazione dello Stato che hanno determinato questa scandalosa situazione”.

equitalia .. Perde la casa per 63 euro:

Perde la casa per 63 euro
bufera su Equitalia Vittima un malato di Alzheimer: indagati il direttore Iodice e tre funzionari. La vendita nascosta al proprietario e senza abbassare il valore. L'appartamento messo all'asta e acquistato, grazie alla segnalazione di una talpa internadi GIUSEPPE FILETTO e MARCO PREVE

Un uomo ammalato di Alzheimer, una multa da 63 euro, una procedura di esecuzione immobiliare che procede come un bulldozer, una serie di passaggi viziati da pesanti sospetti, specie quando l'aggiudicazione dell'appartamento avviene - secondo il consulente della Procura - grazie ad una talpa interna alla struttura che ha effettuato il pignoramento.

Tutto questo ha portato, nei giorni scorsi, il pm Francesco Pinto a chiedere il rinvio a giudizio per quattro persone. Si tratta del direttore ligure di Equitalia, Piergiorgio Iodice, e dei funzionari della stessa società concessionaria del servizio di riscossione tributi: Silvia Angeli, Roberto Maestroni, Pierpaolo Trecci, tutti assistiti dall'avvocato Giuseppe Sciacchitano. Le accuse nei loro confronti sono di abuso in atti d'ufficio e falso. Il caso risale al 2005 quando Equitalia era ancora Gestline, ma è diventato materia penale nel 2009 quando i figli dell'ex proprietario dell'appartamento di piazza Duca degli Abruzzi presentarono una denuncia affidandosi all'avvocato Massimo Auditore.

La procura contesta tutta la pratica, dall'inizio alla sua conclusione. Si parte dalla procedura esecutiva, ossia quella dell'esproprio. Fino al 2 dicembre del 2005 gli ufficiali della riscossione potevano "aggredire" un appartamento anche per un debito scaduto di appena 1500 euro. Successivamente il tetto è stato alzato a 8 mila euro, con un'altra condizione necessaria, ossia che l'importo complessivo del credito debba superare il 5% del valore dell'immobile. Con una memoria difensiva gli indagati sostengono che, purtroppo, all'epoca quelle erano le regole e quindi, messo in moto il meccanismo, non ci si poteva più fermare. Ma il consulente della Procura della Repubblica, Massimo Serena, la pensa diversamente. Dall'esame della documentazione sostiene che tutto l'iter si è messo in moto per una sola cartella da 63 euro. Non è tutto. Il consulente spiega che, prima di procedere all'esecuzione, Gestline avrebbe dovuto iscrivere una nuova ipoteca che avrebbe dato sei mesi di tempo al debitore per rimediare. In questo modo, secondo la Procura, sarebbe scattata la seconda violazione, quando l'appartamento venne espropriato con i nuovi limiti alzati ormai a 8 mila euro.

Senza dimenticare che, come raccontato nella denuncia, le multe non erano state pagate non per cattiva volontà (la famiglia è benestante) ma solo perché il proprietario era gravemente malato (è deceduto nel 2008) e anche la moglie soffriva di una patologia invalidante al cento per cento.
La seconda parte delle accuse - anch'esse respinte dagli indagati - riguarda la messa all'asta dell'alloggio. La prima vendita all'incanto fu annullata con la giustificazione - falsa secondo il pm - che non era stata effettuata la pubblicità obbligatoria. La seconda asta, invece, secondo gli inquirenti venne tenuta nascosta allo scopo di non informare il proprietario espropriato e senza abbassare il valore come stabilisce la legge. L'anziano, infatti, per ragioni affettive, voleva ricomprarsi la "sua" casa, e invece di farlo all'asta, fu costretto a rivolgersi ai tre compratori che se l'erano aggiudicata con quella "procedura gravemente viziata", pagando loro 200 mila euro. Per una multa da 63 euro.